Sui morbidi declivi dell'Altopiano dei Sette Comuni, dove la natura non viene soggiogata dalle esigenze dell'uomo ma lasciata libera di vivere e respirare, è collocato il paese di Conco.

Il paesaggio incontaminato che lo circonda, gli scenari che offre, il fascino palpabile di un territorio ricco di storia, lo rendono, agli occhi di chi lo osserva, un'oasi di pace e un luogo di interesse storico-culturale.

Grazie alla sua posizione soleggiata e alla media altitudine, presenta un clima piacevole e ventilato d'estate (ideale per chiunque desideri scappare dal caldo opprimente della città), fresco ma limpido durante il periodo invernale. Con una flora maestosa e ricca, risulta la meta privilegiata per tutti coloro che desiderano rifugiarsi in un luogo tranquillo e rilassante.

Durante il vostro soggiorno potrete cimentarvi in percorsi a piedi, in Mountain Bike o a cavallo, di varia difficoltà ma sempre di grande impatto paesaggistico; potrete visitare agevolmente le città di Asiago, con il grandioso Sacrario del Leiten, inaugurato nel 1938, in memoria delle vittime della I Guerra Mondiale, Bassano; con le sue vie ricche di storia e il famoso Ponte degli Alpini, e Marostica, suggestiva per il castello che la cinge tutt'attorno e per la celebre Partita a Scacchi che si svolge ogni due anni in una delle più affascinanti piazze del Veneto.

Potrete andare alla scoperta dei luoghi della Grande Guerra, dove la bellezza paesaggistica e lo spessore storico di un territorio foriero di così tanti ricordi, si fondono per dar vita ad una serie di percorsi di grande fascino ed interesse naturalistico e culturale.

Storia del territorio

Il comune di Conco (dal cimbro "Kunken", fossa, conca) occupa la zona sud-orientale dell'Altopiano, prospiciente alle città di Bassano e Marostica e presenta un'estensione di circa 27 km2.

Il territorio risulta esser stato frequentato fin dall'antichità; recenti sono gli scavi operati nella zona di Val Lastaro che hanno portato alla luce tracce di un insediamento risalente a circa 11.000 anni fa.

L'appartenenza del paese all'Altopiano, trova giustificazione nella donazione di terreni che l'imperatore longobardo Berengario I fece al vescovo patavino Sibicone nel 917. Risale al 983 il primo documento ufficiale in cui si nominano due località di Conco "Bagnaria" e "Lastaria".

Popoli germanici occuparono questo territorio in cui giunsero successivamente dal nord dei coloni Bavaresi e dal sud una popolazione di origine neo latina (da qui si spiega la toponomastica dei luoghi che vede la compresenza di termini di origine germanica e di origine latina). Alle popolazioni che parlavano una lingua germanica venne dato il nome "improprio" di CIMBRI e CIMBRO fu detto il loro linguaggio.

Venuto meno il dominio temporale dei Vescovi di Padova, l'Altopiano fu legato in successione alle vicende di Vicenza, degli Ezzelini, della città di Padova, finchè, con la volontaria ed ufficiale dedizione a Venezia del 20 febbraio 1405 (1404 more veneto), passò sotto il dominio della Serenissima. Bisogna altresì ricordare che, dopo la caduta degli Ezzelini si era costituita sull'Altopiano una sorta di repubblica democratica con il nome di Spettabile Reggenza dei Sette Comuni.

Venezia si rese presto ben conscia dell'importanza strategica di questa montagna, posta al confine con l'Impero d'Austria, donde la concessione di esenzioni da dazi e. La Reggenza restò sempre fedele alla Serenissima fornendole aiuti durante la guerra contro l'Arciduca d'Austria Sigismondo (1487), nella guerra conseguente alla Lega di Cambrai (1508), in quella detta della Lega Santa (1510) e nella difesa del Castello di Marostica (1513).

Tali avvenimenti vengono ricordati nell'alabarda inserita nello stemma del Comune, la cui nascita "ufficiale" risale al 1 dicembre 1681, quando ottenne la separazione dall'altra Contrada annessa, il comune di Roveredo Alto (comprendente anche Crosara, Vallonara e Valle San Floriano)

Dopo la caduta della Repubblica di Venezia scomparvero i privilegi di cui godeva e Conco seguì la sorte dell'Altopiano, dal dominio Napoleonico al Regno Lombardo Veneto, sino all'annessione al Regno d'Italia nel 1867.

Seguì poi la Prima Guerra Mondiale durante la quale Conco si trovò ad essere immediata retrovia del fronte sia nel giugno del 1916 sia dal settembre 1917 alla fine del conflitto. Ne sono un ricordo le tracce dei numerosi Cimiteri Militari.

Conco è uno dei Comuni decorati al Valor Militare per lotta partigiana dopo l'8 settembre 1943.

 Le Chiese

-La Chiesa di S. Maria della Neve e S. Marco, punto focale di Conco, merita indubbiamente una visita. Costruita fra il 1536 e il 1539 ed ampliata successivamente nel 1713, risulta interessante per gli affreschi della navata centrale (opera del pittore Giuseppe Faccin da Schio e raffiguranti le tre virtù teologali e la gloria di S. Marco), per i suoi altari in marmi locali (biancone di Asiago e di Pove), per le due statue di angeli in pietra tenera collocate sul cornicione interno della cupola absidale e per le raffigurazioni lignee della Vergine e di S. Marco nella zona del presbiterio (due fra le pochissime sculture in legno conservatesi nell'Altopiano). Interessante è anche la facciata a trittico che segnala, già a partire dall'esterno, la divisione in tre navate ed il finestrone trilobato riccamente decorato che sovrasta il portone centrale.

Nel complesso essa costituisce per così dire un "unicum" sull'Altopiano dei Sette Comuni, in quanto è l'unica chiesa (di quelle non distrutte durante il conflitto 1915/18) che ha conservato intatto il suo aspetto originario.

-La Chiesa si S. Antonio nella frazione di Fontanella, edificata nel XVIII sec.

-La Chiesa di Santa Barbara nella frazione di Gomarolo, costruita dopo il conflitto 1915-18 per ringraziamento a seguito della spaventosa esplosione della poveriera della contrada Trotti il 24 ottobre 1918 in cui sono presenti pregevoli opere di autori moderni.

Vanno altresì segnalate, nel confinante comune di Lusiana, sia la Chiesa di S. Giacomo che quella di S. Caterina, ben più antiche (risalgono alla fine dell'XI ed all'inizio del XII sec. e nelle quali sono esposti quadri di Jacopo Da Ponte, ma che nel tempo hanno subito profonde trasformazioni architettoniche.

Prima Guerra Mondiale: Cimitero Italo-Francese di Conco

Collocato sul "Fondo Pascolon" (sul versante ovest su cui sorge Conco capoluogo, nelle vicinanze di Contrà Brunelli) venne costruito in seguito alla disfatta di Caporetto quando ormai si era compreso che non si sarebbe più potuto usufruire del Cimitero civile. Il primo italiano vi venne sepolto nel maggio del 1917 mentre l'inumazione di soldati francesi iniziò nel 1918. Esso presentava dimensioni notevoli (metri 103 per 68) e, in quanto a numero di salme raccoltevi ,fu il secondo dei 41 cimiteri militari situati sull'Altopiano. Nel cimitero di Conco infatti vennero accolte 2784 salme delle quali il 25% di ignoti. Al centro del cimitero si ergeva una colonna dinanzi alla quale era collocato il "Coq Gaulois" (la statua del gallo ancora conservata nell'esposizione permanente collocata al piano superiore della Biblioteca Civica) e sul cui basamento era stata posizionata una lapida con incisa la dedica: "Prodi d'Italia e di Francia\fraternamente caduti\per un ideale comune\qui giaciono insieme\nella medesima gloria".

Il Cimitero Civile e Militare di Fontanelle di Conco

Inizialmente per i caduti degli Ospedaletti da campo della zona venne utilizzato il Cimitero Civile. Ma con l'aumentare delle esigenze, fu istituito, come continuazione del cimitero già esistente, un Cimitero militare.

Qui vi furono sepolti 190 soldati (fra il 1917 e il 1919) di cui 182 italiani ed 8 austriaci.

Ospedaletti da campo

-Conco capoluogo: negli ultimi due edifici di Contrà Brunelli erano situati l'Ospedaletto da campo n.165 e l'Ospedaletto da campo someggiato n.52. Ancora nel 1968 su uno dei due edifici si poteva leggere la scritta che indicava il tipo e il numero della struttura sanitaria.

-Fontanelle di Conco: l'Ospedaletto da campo n.305 aveva sede nell'ultimo edificio del centro della frazione verso est. Qui, all'ultimo piano, era stata aperta una porta di comunicazione con l'edificio adiacente che ospitava la sala operatoria.

-Località Puffele: un Ospedaletto era collocato nel fabbricato della ora dismessa Malga Puffele mentre lo stallone era adibito a sala operatoria. Al di la della strada provinciale aveva sede un piccolo cimitero di guerra.